dicono di me

che ho un carattere difficile

non amo farmi fotografare

bentornato, fratello.

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24 responses to “dicono di me”

  1. emma says :

    sorrido.
    povera mamma!

  2. il ferrista says :

    beh, pensa se fossi nato scarrafone…

  3. NicPic says :

    ciao marco! hai notizie della stronza? non trovo più il suo blog…

  4. il ferrista says :

    ciao nic!
    suor perfida s’è eclissata, chiedi a emma che forse ne sa di più.
    com’è andata in USA?

  5. NicPic says :

    eccheccazz…

    bene bene, mi sono ammazzato di sciopping, tu che hai fatto, oltre alla caccia all’orso?

  6. emma says :

    ne so quanto voi, purtroppo sinora almeno.
    ve lo posso dire che sto ritrovarsi mi mancava di brutto?
    ecco, brindo con un caffè adesso che ci penso.
    nic, raccontaci che hai combinato te, piuttosto!

  7. NicPic says :

    ah eccoti qui emma, io ero da te! 🙂

    allora nell’ordine: Boston, New York, Boston, Maine (visita a casa bush) e Boston di nuovo. In realtà sono andato a scrocco a casa di un’amico a Boston quasi tutto il tempo.

  8. emma says :

    scroccone! bravo! fatte belle foto?

  9. il ferrista says :

    ho gironzolato pure io per gli usa con i pargoli a caccia d’orsi tra il montana e la florida.

  10. NicPic says :

    senti ferrista, tu che sei una buona forchetta…ma quanto male si mangia in america da uno a dieci?

    emma: le foto le devo ancora riguardare bene, fai te quanto sono pigro. vedi il mio commento a roberto da me…il digitale rende pigri!

  11. il ferrista says :

    pessimamente ovvero
    ottimamente se
    passi dalla food farm del paesino e ti compri frutta (ottima) della california, yogurt, pane, frutta disidratata… previa abbondante colazione al whatever Inn e alla sera ti dedichi ad una succulenta angus beef rib eye steak ovvero buffalo sirloin e smashed potatoes without dressing il tutto preceduto da fresh and crispy salad without dressing (quel without dapprima li stupisce, alzano il sopracciglio, ma poi si sa che gli europei sono stravaganti ed allargano un accomodante sorriso)

    unbearable il caffè, starbucks starsucks.
    unica soddisfazione un espresso passabile (lì per lì pareva oro) servito nientemeno che in tazzina tiepida in quel di jackson hole. per il resto chiedere un espresso è stato un suicidio, meglio il bibitone del mattino con la solita dose di panna.

    per il resto ti basti sapere che son calato 4 kg in due settimane.

    la mezza idea è quella di chiudere baracca qui e trasferisri in wyoming o in montana a preparare leccornie in un piccolo ranch

  12. emma says :

    certo che fa venire voglia di andarci eheheheh
    quindi da uno a dieci possiamo dire quattro come i chili persi?

  13. NicPic says :

    si verissimo! la prima volta mi son fatto fregare da una promettente “italian dressing” sull’insalata ma poi mi son fatto furbo e ho cominciato a chiedere tutto scondito e olio a parte. certo però che è una vitaccia, bisogna stare sempre sul chivalà.
    Su starsucks stendo un velo pietoso…ho ancora in bocca il saporaccio di un “caramel macchiato”…bleah, per non parlare di quello stupido gergo italianeggiante sulle dimensioni delle tazze! Ogni volta mi veniva voglia di prenderli per il bavero per dirgli guardate che “grande” in italiano vuol dire big, non medium, razza di ignoranti!!

    Comunque è davvero sorprendente (e forse confortante, visto che ci apre insperate finestre di opportunità laggiù) come gli americani sappiano apprezzare il nostro cibo quando vengono qui e siano così incapaci di replicarne le nozioni più basilari quando sono a casa loro.

  14. il ferrista says :

    ricordo l’allora collega di mia moglie che arrivta a villasanta chiedendosi se in italia esistesse il frigorifero se ne andava dopo sei mesi (e qualche auto a noleggio distrutta cercando di imboccare le viuzze di monza e dintorni) con la moka bialetti nella valigia.
    ricordo anche l’esilarante tentativo di ottenere un buon piatto di spaghetti mettendo nel microonde la confezione barilla con l’effigie della forchetta, sugo e foglia di basilico e l’aria stupita quando all’apertura della scatola il contenuto non rispecchiava quanto rappresentato sulla confezione…
    ma era una simpaticissima ragazza

  15. il ferrista says :

    avvilente però vedere come ristoranti che si fregiano di nomi e colori italiani propinino sbobba e topping e dressing improponibili.
    per non portare in camera la (omissis) esperienza di una large supreme hand tossed style di pizza hut dove i pargoli erano crollati dal sonno una piovosa sera ho pensato di fare un salto da olive garden che a orlando sta dentro una bella casetta che pare un cascinale con tanti veri olivi nel giardino. complice il davvero gradevole aspetto del locale e viste persone che se ne escono con buste contenenti food to go (liberamente traducibile) entro e chiedo il menu d’asporto, scorro saltando ogni casella che propone dressing e topping, arrivo al grilled chicken, sospiro e mi avvicino per ordinare, ma l’occhio continua a scorrere e leggo che il tutto viene servito su un letto di “spaghetti capellini”
    rendo il menu e torno da pizza hut per una large meat lover’s hand tossed style.
    molto, molto molto meglio le ottime confezioni di macedonia di frutta di publix, anzi, eccellenti, meloni d’ogni sorta dolci e sodi, anguria croccante… ne mangiavamo due al giorno a pranzo integrando con biscotti di cereali e acqua minerale e pinte di yogurt.

  16. emma says :

    (vi abbiamo trasmesso il ferrista dietista…)

  17. il ferrista says :

    beh, diciamo che c’è onnivoro ed onnivoro

  18. emma says :

    beh certo. era un apprezzamento comunque.
    non è da maschietti fare questi ragionamenti, non da tutti in effetti.
    chissà cosa avrei mangiato io, penso.
    che nel mio anno a londra sono diventata uno scheletro davvero.

  19. il ferrista says :

    sai più che dietista ho fama di onnivoro schizzinoso, nel senso che mangio di tutto (da bravo orso) purché sia buono.

  20. gians says :

    ho sempre pensato che gli americani ci fregano con la lingua. la loro suona troppo bene. comunque pare ti sia divertito, ciao ferrista. 🙂

  21. il ferrista says :

    ciao gians! divertito assaissimo, del resto mi sono portato l’intrattenimento da casa: due comicissimi nanetti di sette e quattro anni.
    la consorte è l’impresario io il capocomico.

    emma, il quattro è assai ingeneroso. diciamo che sono indisciplinati, s’intestardiscono a voler far tutto a modo loro, persino l’italian food to go. 😀

  22. emma says :

    io il gatto e lei la volpe siamo in società…

  23. il ferrista says :

    eh, la sai lunga!

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